Villa dei Mosaici
Via Paolina Schicchi Fagotti 7
Con quasi 500 metri quadrati recuperati, la Villa dei Mosaici di Spello è una delle scoperte archeologiche più straordinarie dell’Umbria. Il suo fortuito ritrovamento risale al luglio 2005.
È una testimonianza eccezionale del periodo di maggior splendore dell’antica Hispellum, che il Rescritto di Costantino, iscrizione marmorea risalente probabilmente al 333-337 d.C. e conservato a Spello, annovera tra le città che si distinguevano a quel tempo per aspetto e bellezza.
Si tratta di una villa romana di grandi dimensioni, costruita in due fasi distinte: la prima di età augustea (27 a.C.-14 d.C.), la successiva in piena età imperiale, tra il II e gli inizi del III secolo d.C.
I 20 ambienti riportati alla luce sono pertinenti al corpo centrale della villa, per una superficie totale di circa 500 mq: 10 di essi conservano tappeti a mosaici policromi di grande bellezza, con decorazioni geometriche, animali selvatici e fantastici, figure umane e scene di vita, insieme a resti di intonaco sulle pareti di vario colore, a riquadri o partizioni geometriche.
Gli ambienti privi di pavimento e intonaci erano, con ogni probabilità, le stanze di servizio.
L’identità dell’antico proprietario è ancora ignota: non ci sono iscrizioni con il suo nome, né indizi della sua presenza a Spello. Sicuramente doveva trattarsi di una persona molto ricca e potente, dal momento che possedeva una dimora di tali dimensioni, proprio a ridosso delle mura urbiche. Lo studio del mosaico al centro della stanza principale, con scena di mescita del vino, ha fatto ipotizzare che fosse un viticoltore.
La Villa dei Mosaici è sede dell’infopoint di Spello che offre servizi di informazione, accoglienza e assistenza turistica.
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